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Scuola, tutti i punti contestati

La Buona Scuola è andata avanti, malgrado le manifestazioni di docenti e studenti, cioè i veri interpreti dell’istruzione. La riforma di Renzi è stata voluta fortemente anche dalla Giannini.

Sono 209 i commi dell’unico articolo della “Buona scuola” che entreranno in vigore, il 2015/2016 la scuola italiana cambierà.
La contestazione degli insegnanti, e dei genitori non si è fermata e continuerà.

I cambiamenti introdotti sono tantissimi. Il primo punto contestato è quello dei superpoteri del Preside, si dà via libera al clientelismo.

A regime, dal 2016/2017, il preside potrà scegliere dagli albi territoriali i docenti che mancheranno al proprio organico. Ci potranno essere anche professori andati in pensione e che hanno chiesto il trasferimento. Il preside sceglierà anche degli insegnanti dell’organico potenziato per rilanciare l’autonomia scolastica.

Il preside potrà promuovere o bocciare dopo aver sentito il parere del Comitato di valutazione della scuola, i docenti neo immessi in ruolo. Il preside potrà premiare con un bonus economico gli insegnanti migliori.

Inoltre il preside-sindaco potrà nominare i propri collaboratori, fino al 10 per cento dei docenti della scuola.

Sempre il preside stabilisce le linee generali del Piano triennale dell’offerta formativa. Organizzerà i percorsi formativi e di orientamento che vedranno coinvolti studenti.

Assunzioni:

Ma veniamo alle cifre delle assunzioni, si dice 100mila, tra supplenti delle graduatorie provinciali ad esaurimento e vincitori di concorso.
Quaranta mila o forse anche 60mila precari di seconda fascia non sono stati presi in considerazione.
Per una cattedra definitiva dovranno partecipare al concorso, il servizio prestato non varrà punteggio.
Ancora un anno di supplenza per i docenti di seconda fascia e poi il concorso.

Agevolazioni fiscali per le paritarie, questo un punto molto dibattuto. Parliamo della detrazione fiscale a favore delle famiglie che iscrivono i figli nelle paritarie.

La legge approvata ieri alla Camera contiene nove deleghe, la riforma del sostegno, la formazione iniziale dei futuri docenti, il percorso zero-sei anni che armonizzerà l’offerta formativa nella prima infanzia.
Una delega in bianco che riguarda il comma 177 per descrivere le linee generali delle riforme.

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