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Juventus Borussia Monchengladbach è un partita spartiacque tra il sogno Champions e il campionato di Serie A.

Allegri ci credeva un mese e mezzo fa, quando alla vigilia del debutto nel girone di Coppa rilasciò un’intervista a Uefa.com, figuriamoci adesso dopo due partite, sei punti e la leadership nel gruppo D.

Un giorno l’allenatore della Juve spera di poter trasformare in realtà il sogno accarezzato a Berlino oltre quattro mesi fa. A inizio della scorsa stagione nessuno avrebbe scommesso sulla squadra bianconera, che non riusciva a garantire in Europa lo stesso rendimento della Serie A, e dopo due turni la prospettiva non era cambiata granché:

una vittoria in casa col modesto Malmoe e una sconfitta a Madrid con l’Atletico. Era un’altra Juve, che doveva riacclimatarsi sui prati europei, riacquistare sfrontataggine e sicurezza. Un percorso che è cominciato allo Stadium poco meno di un anno fa: il 3-2 in rimonta sull’Olympiacos fu la presa di coscienza che il sofisticato software bianconero non aveva solo la modalità campionato.

Allegri era arrivato apposta, per riattivare l’incantesimo della Champions. Nei quattro anni di Milan veva imparato che quella canzoncina prepartita fa miracoli, trasformando una squadra impaurita in un gruppo spavaldo e senza pietà.

Missione compiuta al primo colpo: adesso la Juve in Europa si sente più sicura, come dimostrano le due vittorie con City (in trasferta) e Siviglia. Un cambio di mentalità indispensabile per una società che ha l’ambizione di sedersi allo stesso tavolo dei top club.

Mettendo tra parentesi la finale persa a Berlino, la Juve dal novembre scorso ha inanellato otto vittorie e tre pareggi. Un ottimo cammino che ha portato Allegri nella top ten del «Coach of the Year», il premio assegnato dalla Fifa: il miglior allenatore dell’anno verrà eletto con i voti dei commissari tecnici e dei capitani delle nazionali, più giornalisti provenienti da tutto il mondo.

Allegri è tra i 10 candidati insieme a Luis Enrique, Ancelotti, Mourinho, Emery, Sampaoli e Guardiola, per citarne alcuni. È l’unico tecnico di un’italiana e la differenza senza dubbio l’ha fatta la Champions. Il bianconero non ha mai fallito il passaggio agli ottavi e la sfida di stasera è un’occasione da non perdere per mettersi al sicuro con buon anticipo.

Ma guai a sottovalutare il Monchengladbach: sarebbe un passo indietro per una Juve che punta al salto di qualità.  «Se facessimo l’errore di considerarla una gara troppo facile significherebbe che non abbiamo ancora raggiunto la maturità da grande squadra – avverte l’allenatore bianconero –. Abbiamo una grande opportunità, vincendo possiamo mettere una bella ipoteca sul futuro, non dobbiamo lasciarcela scappare. In Champions bisogna dare sempre il massimo per ottenere il risultato. Se la partita sarà decisiva o no dipenderà da noi: lo diventerà solo se vinceremo.

Rispetto a quella contro il Siviglia sarà più complicata, loro vengono da un trend positivo. Dobbiamo giocarla come se fosse una partita secca». Come la finale di Berlino, il grande rimpianto di Allegri. Gli resterà in testa finché non gli capiterà un’altra chance.

Fonte: Gazzetta Dello Sport.

FORMAZIONI UFFICIALI JUVENTUS-BORUSSIA MOENCHENGLADBACH

JUVENTUS (4-3-3): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro; Khedira, Marchisio, Pogba; Cuadrado, Mandzukic, Morata. All. Allegri

BORUSSIA MOENCHENGLADBACH (4-2-3-1): Sommer; Korb, Dominguez, Christensen, Wendt; Xhaka, Dahoud; Traorè, Raffael, Johnson; Stindl. All: Schubert.

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